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Giubileo interreligioso alla Porta Santa di San Pietro

di Dario Doshin Girolami



Cristiani, musulmani, buddhisti, induisti e bahai si sono incontrati il tardo pomeriggio dello scorso 18 novembre davanti a Castel Sant'Angelo per il Giubileo interreligioso, una "camminata" di un popolo multicolore. Trecento persone, tra religiosi e laici, provenienti da Giappone, Myanmar, India, Pakistan, Afghanistan, Turchia, Stati Uniti, Algeria, Kenya, Rwanda, Malta, Polonia, Croazia, Belgio, Inghilterra e Italia.
Al calar del sole sono stati accesi dodici lumi e il sottoscritto, in qualità di rappresentante del Buddhismo, ha letto il XII editto di Ashoka, il re buddhista indiano che già nel III secolo prima dell'Era Comune invitava a non disprezzare le altrui religioni ma anzi a : "vedere quel che c'è di buono in ogni religione e apprezzarla per questo (…). La concordia è buona cosa: siate tutti disposti ad ascoltare tutto e siate aperti alle dottrine professate dagli altri".
Guidata dalle suore che portavano i lumi, e accompagnata dai canti, è così partita la processione lungo via della Conciliazione, verso la Basilica di San Pietro. Davanti alla chiesa di Santa Maria in Traspontina i rappresentanti dell'Induismo hanno letto parole del Mahatma Gandhi che invitavano a vedere : "in ognuno di noi le virtu' della misericordia, della non violenza, dell'amore e della verità", e come queste "possono essere valutate appieno solo quando vengono contrapposte alla spietatezza, alla violenza, all'odio e alla falsità".
Appena siamo stati accolti, come in un grande abbraccio, dal colonnato del Bernini, i rappresentanti musulmani, con alle spalle San Pietro ormai illuminato, hanno letto cio' che Mohammad Sammak - leader spirituale e Consigliere politico del Gran Mufti del Libano - ha espresso all'incontro di Pace di Assisi il 18 settembre 2016. Egli ha ricordato come: "L'Islam crede nel pluralismo e considera la diversità tra gli uomini un'espressione del volere divino che le persone siano differenti tra loro. Questo è il motivo per cui Dio li ha chiamati a conoscersi l'un l'altro. E il dialogo è il mezzo per fare ciò".
Poco prima di varcare la Porta Santa della Misericordia i rappresentanti Bahai hanno letto dei passi di Abdul Baha, tra i quali: "Badate di non nuocere ad anima viva o di non addolorare un cuore: attenti a non ferire con le parole alcuno, noto o sconosciuto, amico o nemico. Pregate per tutti: chiedete che tutti siano benedetti, tutti perdonati".
Il passaggio attraverso la Porta Giubilare in compagnia di fratelli e sorelle di altre religioni è stato un evento emozionante: veder varcare la soglia a ragazze con l'hijab, Hare Krisna dai panneggianti dhoti, buddhisti zen con il nero kimono mi ha commosso e aperto il cuore e mi ha dato l'impressione di essere testimone di un evento storico.
Una volta entrati nella basilica, davanti alla tomba di Papa Wojtyla, i rappresentanti cattolici hanno letto degli estratti tratti dalla Bolla di Indizione Misericordeae Vultus di Papa Francesco, tra cui: "Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. E' fonte di gioia, di serenità e di pace. (…) Misericordia è la legge fondamentale che abita nel cuore di ogni persona quando guarda con occhi sinceri il fratello che incontra nel cammino della vita".
Ma c'è di più. I fratelli cattolici hanno chiesto scusa ai rappresentanti delle altre religioni per come si sono comportati con essi nel corso del tempo e hanno invocato il perdono: "Nel nostro zelo per la missione globale non siamo stati sempre in grado, come cattolici, di rispettare la differenza tra le religioni. A volte, anche oggi, nell'ambito del dialogo tra le religioni non riusciamo ad amare il prossimo religioso al massimo. Per questo motivo ci riuniamo per pregare e chiedere perdono per la nostra iniquità verso le altre religioni, e per perdonare le offese dei nostri vicini religiosi." Con dolcezza hanno invitato le altre religioni a fare altrettanto. E poi i dodici lumini che avevano guidato e illuminato il pellegrinaggio sono stati consegnati ai rappresentanti delle diverse religioni presenti.

Un segno piccolo ma straordinario questa processione interreligiosa, organizzata dal padre Peter Baekelmans del Sedos, da Religions for Peace Italia e dalle Unioni dei Superiori maggiori, maschili e femminili, degli Ordini religiosi, e alla quale hanno partecipato anche alcuni membri del Cenacolo di amici di papa Francesco.
E' stato davvero emozionante vedere tante persone, ragazze e ragazzi, religiosi e laici, musulmani, buddhisti e induisti, fusi in un gruppo compatto con i cattolici, pregare insieme con le parole delle diverse tradizioni culturali e religiose per la stessa Pace.
L'incontro tra le religioni è infatti ancor più efficace quando avviene sul livello non dell'ortodossia ma dell'ortoprassi. In altre parole se ci si confronta sul piano della doxa, dell'opinione, è facile che sorgano attriti, mentre se l'incontro avviene sul piano della praxi, cioè dell'attività concreta, ci può essere convergenza. E quale maggior convergenza se non quella della Pace?
     

 

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