Mente di Buddha


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"Docufilm La Via Interiore, Meditazione a Rebibbia"

di Dario Doshin Girolami

La "Via Interiore" racconta l'esperienza di Dario Doshin Girolami, Maestro e monaco zen che dal 2008 insegna meditazione nel carcere romano di Rebibbia, dove diversi "ospiti", anche con condanne pesanti, hanno apprezzato questa disciplina senza poterne più farne a meno; infatti la meditazione li guida e aiuta ad affrontare con la giusta serenità la loro condizione costrittiva.
Immagini, parole, suoni e silenzi accompagnano il racconto di Dario, le sue domande, le risposte degli intervistati e i loro liberi racconti di vita passata, presente e futura. Una vita futura a volte legata per sempre alle mura carcerarie ma, tramite la meditazione, non più così insostenibile. Oltre a narrare il percorso interiore di crescita e di riabilitazione dei detenuti meditanti, il fine è quello di mostrare come i detenuti hanno trovato, grazie alla meditazione, una via verso la pace interiore che consente loro di vivere il periodo di detenzione come un ritiro spirituale e che fornisce loro gli strumenti psicologici per sviluppare la consapevolezza delle conseguenze delle loro azioni.
L'intento è anche quello di mostrare all'esterno che i detenuti non sono dei "mostri" con il pigiama a righe, come l'immaginario collettivo suggerisce, ma esseri umani che, per quanto abbiano commesso degli errori, sono pur sempre capaci di cambiamento. L'assunto fondamentale della tradizione Buddhista è che tutti gli esseri viventi hanno la Natura di Buddha. Un pensiero bello e affascinante, ma ci sono poi delle categorie di persone che vengono inconsciamente escluse. L'intento è dunque quello di mostrare che anche i detenuti hanno tale natura luminosa, sebbene nascosta da anni di crimini, da un'educazione mancata, dall'affetto negato, dalle violenze infantili subite.
Spesso le prigioni costituiscono uno "scotoma sociale", ovvero un buco nero nella vista collettiva. Qualcosa che non si vuole vedere perché troppo scomodo o troppo doloroso. Scopo del presente progetto è anche quello di portare l'attenzione sociale sul problema carceri al fine di invitare la collettività a non rimuovere il problema e a non lasciare da sole le istituzioni carcerarie e il personale che vi lavora.

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