Mente di Buddha
Leonard Cohen

Joda

Hair: il musical

Matrix


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La nostra cultura è ormai piena di riferimenti allo Zen, o al buddhismo, più o meno espliciti. In questo angolo nascosto del sito vorremo scoprirne insieme qualcuno.

Leonard Cohen
Ve lo ricordate Leonard Cohen? In tanti ci siamo commossi ascoltando le sue canzoni, da Suzanne ad Halleluja. Bene, Cohen è stato ufficialmente ordinato monaco Zen nell'agosto del 1996. Tuttavia era già dai primi anni '70 che praticava sotto la guida di Sasaki Roshi, un vecchio maestro giapponese famoso per il suo stile Rinzai Zen particolarmente severo e rigoroso. Jikan, "il Silenzioso": questo è il nome da monaco che Leonard ha ricevuto al momento dell'ordinazione. Poiché il cantante, prima di incamminarsi lungo la via del Rinzai, aveva praticato secondo gli insegnamenti della scuola Soto, il primo Koan che ha ricevuto dal suo maestro è stato: "Come manifesti Shikantaza quando guardi un fiore?". Nel giugno 1999, Jikan ha lasciato il monastero di Mount Baldy, dove ha vissuto accanto al suo maestro, "preparandogli la minestra tutti i giorni". Ora vive a Los Angeles dove sta lavorando al suo prossimo album. Trasparirà nelle sue canzoni lo spirito Zen? Ma non è forse vero che da sempre le sue canzoni hanno trasmesso qualcosa di speciale e sottile capace di toccarci nel nostro intimo?

Guerre Stellari
Evidente in tutti i film della saga è il riferimento al Giappone e alle storie di Samurai, ma forse non tutti sanno che George Lukas praticava Zen a Los Angeles sotto la guida di Maezumi Roshi. Ed è a Maezumi che la figura del saggio Joda, piccolo "grande" maestro Jedi, è ispirata. E frasi come "Non c'è provare, c'è fare o non fare" provengono proprio dall'insegnamento del Roshi. "Luke, segui la Forza". Questo l'invito del vecchio Obi Uan Kenobi al giovane allievo. Ma conoscendo gli interessi del regista, non può essere che tale Forza altro non sia che l'energia della Natura Ultima - o natura di Buddha - di cui, secondo lo Zen, ogni cosa è manifestazione? Meditate gente, meditate.

Hair
Acquarius, l'Era dell'acquario. E' con un omaggio alla new age, la nuova era, che comincia il film simbolo della controcultura degli anni Sessanta e Settanta. Ma all'interno della indimenticabile coreografia che anima il pezzo, vi è un altro omaggio. I sinuosi movimenti compiuti dai ballerini sono infatti ispirati al Tai chi chuan e agli esercizi tradizionali del Tai chi denominati Tui shou, o "mani che spingono".

Matrix
Nessuno si preoccupi. Lo Zen non dice che siamo schiavi di macchine che ci tengono prigionieri in una realtà virtuale e che ci prendono le energie vitali. Tuttavia, proprio come nel film, lo Zen ci insegna che siamo immersi in un sogno. La vita, così come la concepiamo normalmente, altro non è che illusione, dalla quale, per essere veramente Liberi, occorre svegliarsi. Buddha infatti vuol dire Risvegliato, e come Neo in Matrix, ha vagato nel mondo illusorio per destare tutti gli esseri. Fare zazen è poi la la pratica che, come la pillola rossa del film, ci fa accorgere della cosmica illusione che ci circonda, fino a raggiungere la completa liberazione, o Satori. A quel punto diverrà possibile relazionarsi liberamente alla illusoria dimensione fenomenica e - perché no - fermare i "proiettili" che ogni giorno ci sparano contro.

Cats
Non avete mai notato che i gatti siedono immobili in meditazione? Bhe, anche T.S. Eliot lo ha fatto, tanto da scrivere Old Possum's Book of Pratical Cats, opera alla quale il musical di Andrew Lloyd Webber è ispirato. Proprio all'inizio dello spettacolo i gatti spiegano al pubblico che "quando vedi un gatto in profonda meditazione, la ragione è sempre la stessa: la sua mente è impegnata in una rapita contemplazione del pensiero del suo nome. Il suo "...ineffabile profondo e imperscrutabile nome individuale". Il che ricorda molto da vicino il koan zen che i monaci contemplano in meditazione. Qual è il tuo vero volto? Cioè, qual è la tua vera natura? I gatti londinesi, poi, si incontrano per sapere chi di loro potrà rinascere nell'Heaviside Layer, dimensione "altra" piena di meraviglie e ciò richiama alla mente l'idea buddhista della reincarnazione - lo stesso Deuteronomy, gran maestro dei gatti, si dice abbia vissuto molte vite in successione - e della liberazione finale o Nirvana, dimensione assoluta e beata.

 

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